Nuovo progetto per Frascio

Frascio, con la direzione artistica di Maurizio Duranti, ha scelto il nostro studio per il progetto di una nuova maniglia.

Gestualità, Precisione, Sensualità e Identità sono i codici che guideranno il progetto.

Queste le riflessioni progettuali dell’ architetto:

“La Maniglia, dal latino manicula (manina, maniglia dell’aratro) e manus, (manciata, ciò che riempie la mano), appare strettamente legata, sia dal punto di vista formale che funzionale, alla possibilità  di essere presa nella mano e attivata grazie alle comuni facoltà  prensili di questo arto.

Storia e destino delle maniglia sono interamente determinati dal modo in cui l’ uomo, si è posto in relazione alla porta, l’ ha aperta, l’ ha chiusa o solo socchiusa. Il dialogo verso di essa ci parla non solo di connessione o chiusura di universi ma ci fa soffermare sulla maniglia con la quale si completa e si fonde.

Afferrare, chiudere, aprire, dischiudere, scoprire, svelare, nascondere, richiudere, ruotare, trascinare, serrare… tutto questo richiede una gestualità  delegata alla mano che pertanto, della maniglia costituisce il punto di riferimento, in questo senso l’oggetto si spinge indiscutibilmente al di là  della mera funzione strumentale: la maniglia cerca la mano, la presuppone e vi si adatta tanto più quanto meglio è studiata e realizzata.”

Frascio, with the artistic direction of Maurizio Duranti, chose our studio for the design of a new handle.

Gestures, precision, sensuality and identity are the codes that will guide the project.

These are the architect’s design considerations:

“The handle, from the Latin manicula (hand, handle of the plow) and manus, (handful, what fills the hand), appears closely linked, both from the formal and functional point of view, to the possibility of being taken in the hand and activated thanks to the common prehensile faculties of this limb.

History and destiny of the handles are entirely determined by the way in which man has placed himself in relation to the door, opened it, closed it or just ajar. The dialogue towards the door speaks to us not only of connection or closure of universes but makes us linger on the handle with which it is completed and merged.

Grasping, closing, opening, disclosing, discovering, revealing, hiding, closing, rotating, dragging, locking … all this requires a gesture delegated to the hand that therefore, the handle constitutes the reference point, in this sense the object is it unquestionably pushes beyond the simple instrumental function: the handle searches for the hand, presupposes it and adapts to it the more it is studied and implemented the better. “

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